giovedì, 11 settembre 2008

Titolo: Learn to Love

Fandom: Arashi (su questo non ci si sbaglia mai XD)

Riting: Pg-13 o R?

Genere: angst

Pairing: Sakumoto

Desclaimers: non sono miei xkè se lo fossero alltro che scrivere XD

 

Quando si sveglio la mattina dopo Jun non era accanto a lui, se n’era andato; avrebbe voluto chiamarlo, forse aveva fatto qualcosa che non avrebbe dovuto, ma non aveva il suo numero e non sapeva neanche dove abitasse; in quell’istante si accorse che in realtà non sapeva quasi nulla di lui.

Andò al lavoro, aspettando con ansia la sera e quando usci si diresse di corsa verso il locale; attese tutta la notte lì al solito posto, ma lui non arrivò; stava per andarsene quando decise di chiedere a qualcuno.

Si avvicinò al bancone e fece segno al barman di avvicinarsi:

-Sto cercando un ragazzo, è moro, molto carino, alto poco più di me, la sera era seduto li con me- disse indicando il tavolo; -si chiama Jun- aggiunse poi.

-Jun?- chiese sorpreso il barman.

-Si, lo conosci?-

-Si, lavorava qui tempo fa-

-Sai dove lo posso trovare?-

-Ehm... mi spiace ma... lui... è morto circa un anno fa-

Sho rimase paralizzato, non poteva essere vero, Jun era stato con lui fino alla sera prima.

-Forse ti sbagli, sono stato con lui fino a ieri- disse al barman.

Il ragazzo di fronte a lui, gli fece segno di aspettare un secondo e frugò in un cassetto dietro al bancone, poi gli porse una foto.

-Questa risale a poco prima che succedesse-

Sho fissò incredulo la foto, vi era tutto lo staff del locale, e tra i vari ragazzi riconobbe distintamente Jun.

Le mani gli tremavano, non poteva credere a quello che stava vedendo; Jun era stato reale lo aveva toccato, baciato; non poteva essere morto sul serio, non poteva essere vero.

-Scusi... scusi...- il barman stava cercando ti attirare la sua attenzione.

Sho riprese un attimo controllo di se e si girò a guardarlo.

-Lei si chiama... Sho?- chiese leggendo il nome su una busta.

-Si-

-Ieri ho trovato questa busta e... beh io conoscevo bene Jun e la scrittura è la sua, è surreale, sembrava come se fosse stata messa apposta dove l’ho trovata, come se ce l’avesse messa lui...; comunque se lei è Sho credo che sia per lei- concluse poi porgendogliela.

Sho la prese in mano e la osservò per un pò, poi chiese:

-Posso tenere la foto?-

-Si certo-

-Grazie-

 

Uscito da lì si diresse al piccolo parco dove era stato con Jun, si sedette sulla stessa panchina e aprì la busta.

 

Caro Sho

Quando leggerai questa lettera io probabilmente sarò sparito.

Mi spiace di non averti raccontato veramente come finì la mia storia, ma se lo avessi fatto non mi avresti creduto e forse saresti scappato.

Vedi quando lui mi lasciò io rimasi sconvolto, lo amavo veramente con tutto me stesso e la ferita che mi procurò mi distrusse completamente, volevo a tutti i costi che il dolore che stavo provando finisse, così mi tolsi la vita.

Però io in tutta la mia vita non ero mai stato veramente amato da nessuno e il desiderio di esserlo mi trattenne qui, quando ti dissi che ero in una situazione precaria, intendevo che ero un fantasma e solo tu riuscivi a vedermi, per questo la gente a volte ti guardava in modo strano; scusami per averti fatto smebrare pazzo.

Ho aspettato per un anno qualcuno che potesse aiutarmi e capirmi e finalmente ti ho trovato.

Questi giorni con te sono stati i più belli della mia vita, per quel poco che è durato ti ho amato immensamente e il fatto che io ora non ci sia più, vuol dire che anche tu hai ricambiato ed hai imparato ad amare; così facendo io sono stato amato per la prima volta in modo sincero nella mia vita.

Sho l’amore fa male, ma allo stesso tempo ne abbiamo bisogno.

Ti prego sii felice e trova qualcuno da amare con tutto te stesso.

Addio.

Jun

 

A distanza di tanti anni a volte sentiva la necessità ancora di rileggere quelle righe, le sapeva a memoria però sentiva di dover riprendere in mano quella lettera e ripercorrere quei ricordi; quello era il suo piccolo segreto, dopo quel giorno aveva sofferto spesso per amore, ma poi aveva trovato la persona giusta e adesso era felice.

Guardò la vecchia foto che teneva insieme alla lettera e sorridendo disse:

-Jun sei stato il mio primo vero amore, non ti scorderò mai. Grazie-

 

FINE

 

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martedì, 09 settembre 2008

Titolo: Learn to Love

Fandom: Arashi (su questo non ci si sbaglia mai XD)

Riting: Pg-13 o R?

Genere: angst

Pairing: Sakumoto

Desclaimers: non sono miei xkè se lo fossero alltro che scrivere XD

 

Una sera dopo una lunga conversazione e tante risate, Sho prese tutto il coraggio che aveva e chiese a Jun quello che in tutta la sua vita non aveva mai avuto paura a chiedere.

-Ti va di venire da me?-

Jun lo guardava senza dire nulla, la sua espressione non lasciava trapelare nessuna emozione, tanto che Sho cominciò a preoccuparsi di aver rovinato tutto, a pensare che forse Jun ora lo vedesse come uno che ci voleva provare e basta, tanto che cercò subito di fare marcia indietro:

-Scusa, dimentica quel...-

-Si- rispose poi Jun interrompendolo.

Sho lo guardò sorpreso e Jun gli sorrise rassicurandolo, poi vedendo che rimaneva ancora imbambolato senza dire nulla, lo prese per mano e lo fece alzare per poi trascinarselo dietro verso la porta; quando vi furono davanti disse:

-Aspettami qui un attimo, torno subito- e si allontanò correndo a zigzag tra la folla di clienti.

Sho sentì il cuore cominciare a battergli forte e si portò una mano al petto, quel batticuore era così irreale, si era veramente innamorato per la prima volta?

Quando vide Jun tornare fece un respiro profondo cercando di calmarsi, poi uscirono insieme dal locale dirigendosi verso casa sua.

 

Una volta davanti alla porta del suo appartamento, Sho aprì ed entrarono; per tutto il tragitto non si erano detti una parola, anche se Jun sembrava tranquillo e allegro, Sho sentiva un peso sullo stomaco, aveva paura di sbagliare, di rovinare tutto.

Decise allora di prendere tutto con calma, senza precipitare le cose...

-Ti va un thè?- chiese per rompere il ghiaccio.

-Volentieri- rispose.

-Accomodati pure torno tra un minuto- disse per poi sparire in cucina.

Mise su l’acqua per il thè, mentre il suo cervello cercava di raggionare sul da farsi, di cosa potevano parlare, era talmente aggitato ed emozionato che quasi gli dava fastidio quella sensazione, perchè si sentiva vulnerabile.

Quando tornò in soggiorno con  le tazze fumanti in mano, trovò Jun intento a guardare le foto che aveva su un mobile accanto alla finestra; raffiguravano lui e i suoi genitori.

-Eri carino da piccolo- disse Jun prendendo la tazza che Sho gli porgeva.

-Vorresti forse dire che adesso non lo sono più?- chiese scherzando.

-Quando eri piccolo eri più kawaii- rispose Jun ridacchiando.

Con quelle piccole battute Sho riusci a rilassarsi e poterono continuare una conversazione tranquilla e non impegnata, era più che altro Jun che parlava e Sho pian piano ne stava rimanendo affascinato, lo trovava così bello, così dolce che stava avendo una voglia irrefrenabile di baciarlo, si trattenne più che potè finche il suo corpo si mose d’istinto e lo baciò sul serio.

Jun rimase immobile in quel bacio e quando Sho scostò le labbra dalle sue credette immediatamente di aver sbagliato, di aver affrettato i tempi; ma quando Jun si mosse verso di lui baciandolo di nuovo ne rimase sorpreso, ma felice.

-Jun io non sò... mi sento strano... non mi ero mai sentito così in vita mia, in parte sono confuso, il mio corpo e la mia mente reagiscono in modo strano; e mi sento in imbarazzo, cosa che forse non sono mai stato con nessuno... io credo di esseremi...-

-Innamorato?- chiese Jun con un sorriso.

-Si- rispose.

-Anch’io- disse, poi lo prese per mano e come se conoscesse perfettamente la casa si diresse verso la stanza da letto.

 

Passarono quella che forse fu la più bella notte della loro vita; le carezze, i baci il sussurrarsi parole dolci all’orecchio, il dirsi ti amo in modo così dolce, così naturale che sembrava quasi che aveva aspettato tutta la vita per dirlo.

 

postato da: vampiretta87 alle ore 09:20 | Permalink | commenti (2)
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domenica, 07 settembre 2008

Titolo: Learn to Love

Fandom: Arashi (su questo non ci si sbaglia mai XD)

Riting: Pg-13 o R?

Genere: angst

Pairing: Sakumoto

Desclaimers: non sono miei xkè se lo fossero alltro che scrivere XD

 

La sera seguente uscito dall’ufficio dopo qualche straordinario, si diresse verso il locale, non si ricordava benissimo il posto ma fortunatamente lo trovò in fretta.

Si sedette al tavolo del giorno predente e cominciò a scrutare la sala alla sua ricerca, sembrava non esserci; guardò l’orologio era ancora presto forse sarebbe arrivato più tardi o forse non sarebbe venuto affatto.

Era incerto sul da farsi in realtà pensava che era  meglio se se ne andava subito, ma dentro di se aveva voglia di rivederlo.

 

Attese tutta la sera e quando si fecero quasi le 2 decise che era inutile rimanere che era stato stupido a credere che lo avrebbe riincontrato; prese il cappotto poggiato alla spalliera del divanetto e si diresse verso l’uscita, camminava a sguardo basso incurante di chi gli stava intorno quando aprendo la porta per uscire all’esterno andò a sbattere contro qualcuno facendolo cadere.

-Scusi mi dispia... Jun?- chiese vedendo il ragazzo a terra.

Lui alzò lo sguardo un pò incredulo, poi Sho allungò una mano per aiutarlo ad rialzarsi e quando Jun l’afferrò senti una strana sensazione come una piccola scossa elettrica attraversargli il corpo.

Jun si alzò e poi gli lasciò la mano spolverandosi i pantaloni, sembrava diverso dalla sera precedente era come un pò triste.

-Volevo scusarmi per ieri, ho reagito male, tu volevi solo aiutarmi; scusami- disse per poi inchinarsi.

-No scusami tu avevi ragione, in fondo io non ti conosco, avrei dovuto farmi gli affari miei, solo che...- Sho alzò di nuovo la testa e vide che Jun teneva gli occhi bassi e il suo viso era triste.

-...la tua situazione mi era sembrata molto simile alla mia, solo che inversa quindi... pensavo che potevo aiutarti- spiegò.

-Simile? Che intendi?- chiese Sho guardandolo confuso.

-Possiamo parlarne da un altra parte? Qui è un pò affollato- chiese.

Sho si guardò intorno e vide che la gente lo guardava in modo strano; che avesse urlato senza accorgersene? Decise quindi che forse era meglio se andavano a parlare da un altra parte.

 

Poco lontano da lì c’era un piccolo parco, era deserto; trovarono una panchina illuminata da un lampione e si sederono.

Rimasero per un pò in silenzio, Sho stava aspettando che Jun cominciasse a parlare...

-Circa un anno fa- cominciò, -stavo insieme a un ragazzo, ero innamorato di lui, lo ero veramente tanto, pensavo che anche lui mi amasse perchè era gentile con me, avevamo anche i nostri alti e bassi, ma di solito si sistemava tutto. Poi un giorno cominciò a cambiare, divento irruento, irrascibile; io pensavo che fosse a causa del lavoro, in quel periodo non andava molto bene quindi credevo che fosse solo lo stress. Una sera venne da me all’improvviso, andammo a letto insieme poi mi disse improvvisamente che era finita, che si era scocciato di me, che ero bello ma che non mi aveva mai amato in realtà. Io avevo già passato parecchie delusioni, ma questa volta pensavo che fosse quella giusta, lo avevo amato con tutto me stesso e quell’amore mi aveva consumato fino a prosciugarmi-

Sho stette in silenzio per tutto il tempo, anche quando le lacrime cominciarono a scorrere incontrollate sul viso di Jun, rimase ad ascoltarlo e quando ebbe finito si senti quasi in colpa, come se fosse stato lui ad averlo fatto soffrire.

Prese un fazzoletto dalla tasca e glielo porse, Jun alzò lo sguardo incontrando i suoi occhi e prese il fazzoletto dalle sue mani.

-Perchè cerchi di aiutarmi allora? Dovresti odiarmi, io sono come lui, sono stato con tante persone ma non le ho mai amate- disse prima calmo poi alzando la voce, arrabbiandosi con se stesso.

-Forse è proprio per questo che ti voglio aiutare. Tu non riesci ad amare, mentre io non sono mai stato amato. Voglio solo che tu impari a farlo, perchè tu a differenza di lui puoi amare- gli spiegò guardandolo dritto negl’occhi.

Sho rimase quasi ipnotizzato, aveva un sguardo così intenso e i suoi occhi erano così scuri e profondi che sembrava di perdersi al loro interno, dovette scuotere leggermente la testa per tornare un pochino lucido, poi disse senza neanche pensarci:

-Possiamo rivederci?-

Jun gli sorrise, uno di quei sorrisi che il solo vederlo ti fa sentire allegro; poi annui.

 

Si videro tutti i giorni da quella sera, sempre in quel locale, a quel tavolo; non parlarono più del loro passato, parlarono solo del presente, del più e del meno, partendo da discussioni banali, magari sul fatto che quella sera facesse freddo e poi non smettevano più. Quegli incontri lo facevano sentire bene, Jun era un ragazzo molto simpatico e dolce e anche... molto bello, doveva ammetterlo.

Pian piano Sho si rese conto che aspettava la sera sempre con più impazienza, sperando che arrivasse presto, moriva sempre di più dalla voglia di vederlo, di parlargli e lentamente cominciò a capire che forse Jun gli stava veramente insegnando ad amare, perchè aveva cominciato a sentirsi bene solo quando era con lui, come se si sentisse completato; quella era una sensazione strana per lui e non sapeva bene se doveva essere interpretata come amore, però lui pensava che lo fosse.

 

postato da: vampiretta87 alle ore 12:01 | Permalink | commenti (2)
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mercoledì, 27 agosto 2008

Che bello ho commenti grazie infinite a chi a letto mi avete reso felicissima ^__^

Posto una nuva fict sta volta a puntate

Titolo: Learn to Love

Fandom: Arashi (su questo non ci si sbaglia mai XD)

Riting: Pg-13 o R?

Genere: angst

Pairing: Sakumoto

Desclaimers: non sono miei xkè se lo fossero alltro che scrivere XD

Parte I

Stavolta era davvero finita, non che gli importasse più di tanto, in realtà non sapeva neanche perché stavano veramente insieme, lui non l’amava… in verità forse non aveva mai amato nessuno in vita sua.

Si in fondo doveva ammetterlo a se stesso, non era mai riuscito a innamorarsi veramente di qualcuno, provava attrazione fisica, ma nulla più; ed ora a 26 anni stava cominciando a pensare che ormai non si sarebbe più innamorato.

 

Portato distrattamente dai suoi piedi in una zona della città che conosceva a malapena, si ritrovò davanti a un discopub, fece per sorpassare l’entrata quando ad un tratto si fermò pensando che in fondo un goccetto quella sera non gli avrebbe fatto male, dopotutto anche se non ne era innamorato, ora si trovava nuovamente solo.

Il pub era piuttosto affollato e la musica molto alta, trovò un tavolo appartato in un angolo dove poteva starsene tranquillo a bere.

Ordinò una birra fermando il primo cameriere da cui riuscì a farsi notare, quando fu servito cominciò a osservare la gente parlare, bere, ballare; era pieno di coppiette e la cosa lo rendeva un po’ triste nonostante tutto.

Era completamente immerso nei suoi pensieri quando ad un tratto qualcuno si fermò accanto a lui.

-Posso sedermi?- chiese il ragazzo.

Doveva avere più o meno la sua età forse un anno o 2 più piccolo, aveva dei lineamenti delicati quasi femminili, i capelli scuri e gli occhi intensi.

-Prego-

Il ragazzo si sedette di fronte a lui sul divanetto, poi disse:

-Grazie, non ci sono altri posti liberi-

-Di nulla- rispose sorseggiando la sua birra.

-Io sono Jun- disse il ragazzo presentandosi.

-Sho- rispose sorpreso da tutta quella loquacità.

-Uhm… sembri giù Sho- disse lui poggiando la testa su una mano.

Sho non rispose, quel ragazzo era un po’ troppo impertinente per i suoi gusti.

-Se vuoi puoi sfogarti, sono un bravo ascoltatore- disse Jun.

-Perché dovrei farlo? Neanche ti conosco-

-Scusa, non volevo essere invadente, se vuoi me ne vado- disse facendo per alzarsi.

Lo aveva detto con un espressione tanto triste e dispiaciuta che non riuscì a trattenersi e disse:

-Rimani non importa, sono stato io maleducato-

Jun si risedette un po’ incerto scrutandolo e rimasero in silenzio per un po’.

-Che lavoro fai?- chiese Jun dopo un po’.

-Il giornalista- rispose.

-Sugoi!- esclamò.

-E tu?- chiese poi Sho ormai curioso di sapere qualcosa anche lui dato che avevano iniziato quella conversazione.

-Al momento sono in uno stato un po’ precario- disse.

-Capisco… e che ci fai qui?-

-Quello che fai anche tu credo-

-Che ne sai del perché io sono qui-

-Ah infatti non ne ho idea, posso solo supporre… vediamo… indubbiamente sei un po’ turbato… forse sei venuto per distrarti, bere un po’ e riflettere… e ho la sensazione che il motivo che ti rende così non riguarda solo te, ma forse qualcun altro… magari…-

-Basta!- urlò improvvisamente Sho sbattendo i pugni sul tavolo; -tu chi sei? Perché pensi di sapere come mi sento? Sono stato scaricato va bene! Non l’amavo e non mi frega più di tanto, ma nonostante tutto, sono giù, sono entrato qui per potermene stare in disparte a bere, a rimuginare sulla mia inutile esistenza e a pensare che se non sono capace di innamorarmi forse è perché sono un egoista e basta!- disse tutto d’un fiato.

Sho respirava quasi a fatica, ma si sentiva quasi sollevato.

-Va meglio ora?- chiese Jun con un sorriso.

Perché quel ragazzo dopo quello che gli aveva detto era ancora lì e lo guardava con dolcezza? E gli chiedeva come stava? Non era una cosa normale che non si fosse neanche un po’ offeso.

-Meglio, si. Ma non capisco perché sei ancora qui- rispose dopo aver ripreso fiato.

-Ah scusa se vuoi me ne vado allora- disse alzandosi, ma Sho gli afferrò un polso e disse:

-No rimani-

Jun si rimise seduto e lo guardava attendendo in silenzio.

-Io non mi capisco, ho avuto tante relazioni ma alla fine che rapporto ho mai avuto con loro? Mi piacevano fisicamente, gli ero affezionato, ma… non era amore. Non lo era mai stato con nessuno. E alla fine finiscono sempre per darmi dell’insensibile. E forse comincio a credere che hanno ragione; se non sono mai stato in grado di innamorarmi forse è proprio questo il motivo- disse tutto spontaneamente, mentre teneva lo sguardo basso sul suo bicchiere; Jun era stato in silenzio ad ascoltarlo tanto che sembrava che non avesse neanche respirato mentre lui parlava.

-Tu sei sempre stato amato e forse è il momento che sia tu ad imparare ad amare- disse Jun semplicemente con tono calmo e serio.

-Imparare ad amare... lo dici come se fosse una cosa che si può realmente imparare- disse scettico.

-Certo non è una cosa semplice, ma io non credo che tu non sia in grado di farlo, devi solo volerlo, lasciarti andare ai tuoi sentimenti, forse in realtà sono proprio quelli che ti frenano, amare vuol dire anche soffrire e forse tu sei spaventato dal poter soffrire veramente-

- Non capisco in realtà perchè ti sto dando retta e perchè mi stai analizzando. Grazie per avermi ascoltato però adesso basta. Ciao!- disse alzandosi e dirigendosi verso la porta.

 

Entrato nel suo appartamento si tolse le scarpe e poi buttò il cappotto sopra la spalliera del divano, si diresse subito verso la camera da letto ed entrò in bagno; si spogliò e si infilò subito sotto la doccia.

Per tutto il tragitto non aveva fatto altro che pensare alle parole di quel ragazzo.

 

“Forse è il momento che sia tu ad imparare ad amare”

 

Imaparare ad amare... poteva farlo veramente? Poteva lui che non aveva mai amato nessuno... imparare?

 

“Amare vuol dire anche soffrire e forse tu sei spaventato dal poter soffrire veramente”

 

Poteva essere veramente quello in parte il motivo? Forse lui aveva ragione magari era spaventato, e comuque di certo non riusciva a capire i suoi veri sentimenti.

Si stava sentendo un pò in colpa per come aveva trattato Jun, dopotutto cercava solo di aiutarlo e confortarlo.

Uscì dalla doccia e indossò l’accappatoio; pensava di essere stato un pò maleducato e che si sarebbe dovuto almeno scusare con lui, forse non lo avrebbe neanche rivisto, ma decise che la sera seguente sarebbe tornato in quel locale per vedere se lo incontrava di nuovo.

Commentate commentate ^___^

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martedì, 26 agosto 2008

Rieccomi dopo tanto tempo, questa l'ho scritta per Giuggy, sotto sua richiesta voleva assolutamente una sakuraiba nc-17, cosa un pò complicata dato che quei due mi vengono solo dolciosi, quindi ho finito per scriverla corta e rissuntiva, am è stat soddisfatta lo stesso, il tutto iniziata e finita mentre lei stava aspettando di fare l'esame.

Titolo: Tensione pre-esame

Genere: pwp, one-shot

Raiting: nc-17

Pairing: Sakuraiba

Desclaimers: non sono miei e stavolta è colpa di Giulia che me l'ha fatta scrivere sotto minaccia

Guardò l’orologio, era quasi ora di chiusura aveva giusto 1 ora scarsa prima che lo cacciassero via; aveva studiato tantissimo per quell’esame, sapeva di essere preparato, ma nonostante tutto si sentiva insicuro, così aveva passato tutta la giornata in biblioteca a ripassare e ad approfondire gli argomenti.

Ora prima di andar via voleva ripassare di nuovo uno dei primi libri che aveva consultato quella mattina.

Si diresse nella sezione, la biblioteca era praticamente quasi deserta e avevano già spento alcune luci, tanto che l’atmosfera risultava tetra.

Percorse il corridoio nella penombra tra gli scaffali e si fermò a cercare il volume dove lo aveva riposto quella mattina, quando improvvisamente sentì una mano posarsi sulla sua spalla e a quel tocco  fece un salto per lo spavento facendo cadere i libri che aveva in mano.

-Scusa, tutto bene?- chiese una voce alle sue spalle.

-Sho, sei tu, mi hai spaventato- disse girandosi a guardare il ragazzo alle sue spalle.

-Mi spiace, sei tesissimo qualcosa non va?- chiese Sho preoccupato.

-No, è che… a quest’ora la biblioteca è così lugubre che mi mette ansia- confessò.

Sho si mise a ridere e disse: -E’ proprio da te!-

Masa mise il broncio, poi Sho tornò serio e chiese:

-Come va con l’esame?-

-Bene, sono preparato, ma l’agitazione mi divora, quindi non faccio altro che continuare a ripassare-

-Dovresti rilassarti un po’, non ti fa bene arrivare a domani in questo stato-

-Ma non ci riesco, è più forte di me-

Sho lo guardò per un attimo, poi fece qualche passo avanti verso di lui lasciandolo con le spalle alla scaffalatura.

-Cosa c’è?- chiese Masa cercando di allontanarsi meglio che poteva dato l’esiguo spazio tra loro.

-Voglio farti rilassare un po’- disse, poi lo baciò affondando 1 mano nei suoi capelli; quel bacio fu subito intenso, poi sentì l’altra mano di Sho insinuarsi sotto la sua maglia.

-Sho la biblioteca sta per chiudere- disse liberando la propria bocca, ma Sho se ne rimpossessò subito ignorando le sue parole.

-Presto verranno a controllare che non ci sia più nessuno- disse quando riuscì di nuovo a liberarsi.

-Abbiamo ancora un po’ di tempo- disse controllando l’orologio, poi portò le labbra al collo di Masaki che ansimò al primo tocco.

-Shhhhh…- disse Sho portandogli l’indice alle labbra; si guardarono qualche istante poi Sho abbassò nuovamente le sue labbra sul collo di Masa che come meglio poté soffocò gli ansimi.

Quando Sho portò le mani alla cintura e iniziò a slacciarla lentamente si morse le labbra per non gridare.

Gli fece scivolare i jeans quanto bastava e lo stesso fece con i boxer.

Lo baciò di nuovo finché non rimasero senza fiato; poi Sho dolcemente lo fece girare e piegare leggermente appoggiandosi agli scaffali.

Sho lo baciò ancora facendogli girare leggermente il volto, poi cominciò ad armeggiare con la sua cintura; quando si posizionò tra le sue gambe lo baciò un ultima volta; non gli piaceva prenderlo in quella posizione, ma in quel momento non c’era altro modo.

Quando cominciò a penetrarlo Masa si afferrò allo scaffale più forte che poté; quando fu completamente dentro di lui si fermò baciandolo sul collo, aspettando che si rilassasse, cosa che fece solo dopo un po’; una volta pronto Sho gli passò la mano lungo la schiena facendolo rabbrividire, poi cominciò a muoversi  afferrandolo per i fianchi.

A ogni spinta doveva soffocare i gemiti che gli salivano alla gola e che rischiavano di farli scoprire; poi quando arrivarono al limite per impedirsi di gridare dovette mordersi il braccio.

Quando Sho uscì da lui si appoggiò allo scaffale per riprendere fiato e gli prese la mano intrecciando le dita con le sue sorridendosi.

 

Rispose subito al primo squillo…

-Come è andata?- chiese di getto.

-Il massimo!!!!- urlò felice.

-Te lo avevo detto, dovevi stare più rilassato-

-Ora mi porti a festeggiare?- chiese allegro.

-Certo, dove vuoi- disse sorridendo, anche se sapeva che non si vedevano era come se fossero uno davanti all’altro.

-YAY!!!!!!!!!!!!!!!!!- rispose un grido di gioia.

 

FINE

 

Spero di trovare qualche commento ç__ç

postato da: vampiretta87 alle ore 15:26 | Permalink | commenti (3)
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lunedì, 30 giugno 2008

Allora è tanto che non posto, ma dato che nessuno legge mi era preso un pò di sconforto; cmq vediamo un pò di aggiungere qualcosa

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Titolo: Conseguenze di un influenza
Fandom: Arashi
Genere: comico vendicativo XD
Raiting: PG
Pairing: sakuraiba
Desclaimers: gli Arashini non sono miei ma ancora di quel vecchiaccio purtroppo ç___ç
Note: Questa fict è stata ispirata dalla puntata di shukudai di lunedì scorso, quando ho visto Masa che si faceva visitare dall'ospite che aveva tutti gli attrezzi da dottoressa XD

-Ora mettiti a letto, io chiamo il dottore intanto- disse Sho uscendo dalla stanza.

Masa si infilò pigramente sotto le coperte, dopo qualche minuto Sho torno in camera.

-Io esco a prenderti le medicine, mi raccomando rimani a letto- ordinò; Masa annui obbediente e si rannicchio da un lato del grande letto.

Non pensava che sarebbe bastato così poco a farsi venire la febbre, non lo aveva fatto proprio apposta però gli faceva piacere, perché sapeva che adesso Sho si sarebbe occupato di lui finché non gli fosse passata. Sorrise tra le coperte contento, e dopo un po’ si assopì.

 

-Masa svegliati!- senti dire dalla voce di Sho mentre una mano lo scuoteva piano per svegliarlo.

-Sho… sei tornato- disse stropicciandosi gli occhi.

-Tieni misurati la febbre- gli disse porgendogli il termometro; -io ti preparo qualcosa da mangiare intanto- aggiunse poi uscendo di nuovo dalla stanza.

“Perché si comporta così freddamente?” si chiese Masa infilandosi il termometro sotto il braccio.

Dopo un po’ Sho tornò nella stanza con un piatto di minestra fumante che posò sul comodino accanto a Masa e poi disse:

-Quanto hai?-

-39 e 1/2-  disse tossicchiando un po’, più per fare scena che perché ne aveva bisogno, in realtà voleva che Sho gli facesse un po’ di coccole, ma non sembrava minimamente intenzionato.

-Ok ora mangia, poi ti do le medicine- ordinò sedendosi, su una sedia accanto al letto.

Perché si comportava così stranamente?

-Sei arrabbiato?- chiese Masa dopo un po’ smettendo un secondo di mangiare.

-No, non sono arrabbiato- rispose Sho senza aggiungere altro.

-Però sembra di si-

-Ti sbagli, è solo che sei così incosciente, lo sai che ti basta poco per ammalarti e tu te ne vai in giro vestito leggero leggero, sembra che lo fai apposta- disse un po’ innervosito.

-Scusa- disse a voce bassa, infondo forse un pochino lo aveva fatto apposta, aveva già un po’ di mal di gola i giorni precedenti, magari la febbre gli sarebbe venuta lo stesso, però non occupandosi minimamente degli avvertimenti, si era ammalato completamente adesso.

Continuò a mangiare in silenzio, poi posò il piatto sul comodino.

-Hai finito?- chiese Sho, che nel frattempo aveva preso un giornale e stava leggendo.

-Si- rispose Masa.

Sho poi si alzò ripiegando il giornale e disse:

-Vado a prendere le medicine che ti ha assegnato il dottore-

Quando tornò in camera Masa notò subito che c’era qualcosa di strano, Sho avanzava lentamente e teneva una mano dietro la schiena; quando fu accanto al letto disse:

-Masa girati-

-No!!! Non sarà mica…-

-Si Masa ti devo fare un ignezione- disse Sho portando avanti il braccio che nascondeva dietro la schiena e mostrando una siringa, contenente un liquido trasparente.

-No! non voglio fa male!!!- cominciò a urlare Masa rotolandosi dall’altra parte del letto per evitare la presa di Sho che cercava di immobilizzarlo.

-Masa non fare il bambino, il dottore ha detto che con qualche ignezione passerà prima e siccome ti stai ammalando troppo spesso, meglio andare sul sicuro- spiegò Sho mentre cercava un modo per placcare Masa che ora era in piedi dall’altra parte del letto.

-Non voglio! Perché non posso prendere qualcosa da ingurgitare come sempre- brontolò Masa.

-Il dottore ha detto che non farebbero più effetto, è passato troppo poco tempo dalla tua ultima influenza- sentenzio Sho, e con uno scatto cerco di correre il più velocemente che poteva dall’altro lato del letto, ma Masa saltò sul letto e si ritrovarono di nuovo nella stessa situazione solo che ora erano nelle zone opposte a prima.

-Voglio tutto, ma non una puntura- piagnucolò.

-Guarda che se non te la fai fare chiamo Jun, e sai che lui non è tipo che perde tempo a cercare di farti stare buono- lo avvisò avvicinandosi.

-No! Jun no!!- piagnucolò più forte.

-Allora su sdraiati e fatti fare l’ignezione senza fare storie- disse ormai solo a qualche passo da lui.

-Farai piano?- chiese.

-Farò piano- lo tranquillizzò.

Masa lo guardò con un musino tristissimo, poi si sdraiò a pancia sotto sul letto, affondanto la faccia sul cuscino e stringendo forte le coperte.

Sho si avvicinò e tirò giù leggermente i pantaloni del pigiama insieme ai boxer del compagno e gli passò il cotone inbevuto nell’alcol su una natica, e poi di colpo senza dar modo di temporeggiare a Masa gli fece la puntura.

-Itaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii- disse Masa con le lacrime agl’occhi.

-Su dai ora passa- cercò di consolarlo Sho.

-Però fa male- si lamentò.

-Ora dormi e vedrai che domani starai meglio- disse e gli rimboccò le coperte.

-Dormi qui con me?- chiese Masa con un musino tanto dolce.

-Quando mi guardi in quel modo non riesco a dirti di no- brontolò Sho, poi però sentendosi un pò in colpa per avergli fatto male, si distese accanto a lui e lo abbraccio.

 

-Mi sento proprio meglio oggi- disse Masa saltando giù dal letto.

Shò aprì gli occhi e si mise seduto, ma aveva la testa che gli girava e si portò subito una mano al viso.

-Qualcosa non va Sho?- chiese masa un pò preoccupato.

-No, tutto bene- rispose alzandosi.

-A me non sembra hai il viso tutto rosso- disse avvicinandosi e mettendogli una mano sulla fronte; -ma hai la febbre-

-No sto bene, sono solo un pò accaldato-

-No tu hai la febbre, mettiti a letto e io chiamo il dottore-

Sho abbedì, in fondo non si sentiva molto bene, e dopo poco si riaddormento.

 

-Sho, sveglia- senti dire dalla voce di Masa che lo scuoteva leggermente.

-Devi prendere le medicine- lo informò Aiba.

Sho aprì piano gli occhi e si ritrovò davanti Masa che lo guardava sorridente, però non era solo nella stanza c’erano anche gli altri 3.

-Cosa ci fate voi qui?- chiese Sho.

-Masa ha detto che stavi male, allora siamo venuti- rispose Toshi.

-Non ce ne era bisogno- disse Sho.

-Invece si e chi se la perde ora la scena- disse Nino ridacchiando.

-Quale scena?- chiese Sho preoccupato; poi Jun che era di spalle si girò e Sho potè vedere la siringa che aveva in mano.

Fece un balzò fuori dal letto e si catapultò vero la porta.

-Stammi lontano!- cominciò a gridare verso Jun.

-Sho, non fare il bambino. Vieni subito qui!- disse Jun con tono calmo.

-No, io l’ignezione non me la faccio- protestò.

-Domani dobbiamo lavorare, quindi ora tu te la fai- disse Jun alzando la voce, e cominciando a camminare verso Sho; che reagì scappando verso il salone, seguito da Jun che lo rincorreva con la siringa in mano.

-Sho vieni subito qui!- urlava Jun inseguendolo.

 

-Gli sta bene ieri mi ha fatto male- disse Masa, poi improvvisamente gli venne un idea; - Jun- chiamo.

Jun si fermò mentre Sho si era barricato dietro il divano, e si avvicnò a Masa, lanciando uno sguardo a Sho per fargli capire che non era finita lì.

Masa gli fece segno di avvicinarsi e gli disse qualcosa all’orecchio, poi Jun consegnò la siringa a Masa, che guardò Sho con un sorriso divertito e cominciò ad inseguirlo dicendo:

-Vieni qui Sho ti faccio l’ignezione senza farti male, farò piano-

Sho continuava a scappare, poi disse:

-Ti stai cercando di vendicare?-

-Certo- rispose Masa continuando a rincorrerlo mentre gli altri se la ridevano di gusto. 

FINE

postato da: vampiretta87 alle ore 18:52 | Permalink | commenti (1)
categoria:oneshot, arashi, pg , sakuraiba
lunedì, 12 maggio 2008

Sono arrivata alla fine anche di questa, purtroppo come sempre neanche un visitatore, ma almeno le raccolgo completamente qui e la cosa mi piace perchè sono carine tutte le mie fict insieme e poi chissa magari prima o poi qualcuno verrà a leggere ç___ç

Junji ç_ç 

TItolo: Blackmail

Autore: io naturalmente

Fandom: Arashi tanto per cambiare no XD

Pairing: Sakumoto

Raiting: R con una parte Nc-17

Genere: Yaoi, angst

Desclaimer: Gli arashi non sono miei e bla bla bla

Note: sconsigliata alle fan dei Kat-tun

Capitolo 13

-Ma perché proprio io? Perché non tu? Sei molto più piccolino e grazioso- si lamentò il ragazzo mentre continuavano a truccarlo.

-Perché tu sei più femminile truccato e con un bel vestito- rispose Nino mentre gli sistemava la parrucca.

-Allora perché non Oh-chan? Lui si è già travestito da donna-

-Perché non sarebbe il suo tipo e rimani sempre tu quello più femminile- ribatte di nuovo Nino.

-Ma io non so come comportarmi- disse preoccupato.

-Ok, Toshi basta non esageriamo con il trucco- disse fermando la sua opera; -Masa lo hai letto il copione che ti ho dato?- chiese poi Nino guardandolo riflesso nello specchio; era stato truccato alla perfezione, portava un leggero ombretto rosa , un rossetto perlato e con la parrucca castana che gli avevano messo sembra proprio carina.

-Si, ma non vorrai che dica queste cose vero?- chiese preoccupato alzando il piccolo fascicolo di fogli stampati al pc.

-Non capisco qual è il problema?- disse Nino con nonchalance.

-A me non piace questa storia ecco qual è il problema- protesto.

-Masa ma a te piace fare il cosplay, ti ci diverti sempre- gli fece notare Ohno.

-Si ma adesso è diverso, se mi scopre cosa faccio?- chiese preoccupato.

-Vedrai che non ti scopre e se succede, noi staremo sempre lì vicino quindi non avrai da preoccuparti- rispose Nino tentando di rassicurarlo, ma la cosa non lo stava calmando affatto.

-Lo faccio solo per Jun e per vedere la faccia di Akanishi quando ci casca- disse infine determinato e con grinta come suo solito.

-Adesso metti questi e poi andiamo che è già tardi, ho sentito dire che sarebbero andati a bere fuori- lo informò Nino.

 

Uscito dal bagno gli altri due rimasero a bocca aperta vedendolo, portava dei jeans attillati e una maglia corta che lasciva intravedere la pancia, con le maniche lunghe per coprire la voglia sulla spalla, avevano anche risolto il problema “piatto come una tavola” con un bel reggiseno imbottito.

-Se non sapessi che sei tu, direi che sei una donna- disse Toshi guardandolo ancora stupito.

-Ora andiamo che è tardi ci hai messo troppo a vestirti- gli fece presente Nino.

-Voglio vedere te a metterti un reggiseno, non è facile come toglierlo-

-Ok, ok però ora andiamo-

 

Si erano appostati vicino al locale dove erano entrati i membri dei kat-tun e ora aspettavano l’occasione giusta per far abbordare Aiba da Jin.

-Eccolo, eccolo- disse Nino indicando l’entrata e vedendo Jin uscire solo.

-Su Masa vai forza- disse Toshi incitandolo.

-No, ragazzi ho paura e se mi molesta che faccio?-

Gli altri lo guardarono senza parole per quello che gli avevano sentito dire, lui che sarebbe andato a picchiarlo quando aveva saputo di Jun.

-Guarda che sei tu che lo deve adescare, quindi se comincia a toccarti non ti mettere a urlare capito?- gli disse Nino facendo presente che la situazione seppure era il contrario.

-A toccarmi? Perché mi deve toccare?-

-Masa ma sei cretino? Dove lo devi portare?- chiese Nino.

-Nel love hotel qui vicino- rispose ingenuamente Masa.

-E che si fa in un love hotel?-

-In un love hotel si… eh? EH? No, no, no, non voglio vacci tu- disse allontanandosi di qualche passo.

-Masa ma avevi detto che lo hai letto il copione- disse Toshi serio.

-E l’ho fatto, ma non c’era scritto che dovessi…-

-Ma mica devi, noi interverremo prima, tu fa solo quello che ti ho scritto, per il resto improvvisa-

-Non mi sento sicuro comunque- disse preoccupato.

Infine lo spintonarono via verso Jin che stava fumando, mettendogli in mano una sigaretta.

-Vai su vai- sussurrarono i due in coro.

Aiba si avvicinò piano finchè non fu a pochi passi e modificando il più possibile la voce chiese:

-Hai da accendere?-

Jin si girò a guardarlo e poi prese l’accendino dalla tasca e gli accese la sigaretta che teneva tra le labbra; mentre lo faceva lo guardava e Aiba cercò di rispondere allo sguardo in modo più languido che gli riusciva.

-Grazie- rispose dopo una boccata di fumo.

-Prego è stato un piacere. Posso chiederti il tuo nome?-

“Ha abboccato ha abboccato” esultavano i due nel buio di un angolo della strada.

-Il mio nome è Mas…Masako- disse correggendosi all’ultimo minuto.

-Masako! Scritto con i kanji di giustizia e figlia?- chiese.

-Si esatto- disse soddisfatto del nome che aveva scelto dato che significava proprio quello che voleva portare.

-Sei molto carina- disse Jin.

-Grazie, anche tu non sei male- cominciava a fare il cascamorto e Aiba doveva approfittarne.

-Sei sola?- chiese guardandosi intorno.

-Si e tu?-

-Con amici, ma mi sto annoiando. Ti andrebbe di fare due passi? Ci prendiamo qualcosa da bere magari-

Aiba fece finta di pensarci un attimo poi rispose:

-Va bene, ti va una birra?-

-Perfetto- rispose poi cominciarono ad allontanarsi.

Nino e Ohno li seguivano a distanza, la direzione era quella giusta però adesso Masa doveva trovare un modo per attirarlo nel love hotel; presero le birre a un distributore e cominciarono a bere non molto distante appoggiati al muro di un edificio.

Sembrava andare tutto liscio, non si era minimamente accorto che era un uomo e sembrava che ci stesse provando sempre più spudoratamente perché si avvicinava il più possibile, finchè non gli si mise davanti cercando di baciarlo, in quel momento Aiba scansò il viso per evitare la sua bocca e Jin lo guardò contrariato.

-Non qui, ci potrebbero vedere- disse vergognoso; -vieni con me- aggiunse poi prendendolo per mano e trascinandolo verso l’hotel.

Era il momento di precederli e Nino e Ohno svoltarono in un vicolo correndo a più non posso per raggiungere l’hotel e salire in camera prima che arrivassero.

 

-Ce l’abbiamo fatta, nascondiamoci nel bagno, stanno per arrivare- disse Nino aprendo la porta del bagno.

-Speriamo che Masa riesca a fare tutto senza farsi scoprire- disse Oh-chan entrando dopo Nino e chiudendo la porta proprio mentre si sentivano dei rumori alla porta.

Infatti pochi istanti dopo entrarono senza accendere la luce.

-Sei molto diretta- fece notare Jin.

-Bè perché non  dovrei-

-Mi piace- rispose Jin, poi lo abbracciò cominciando a strusciarglisi contro, Aiba era alquanto infastidito, ma lo lascio fare evitando accuratamente la sua bocca; ma quando Jin cominciò a infilargli la mano sotto la maglietta, lo allontanò di scatto.

-Che c’è?- chiese brusco Jin.

-Niente è che…- doveva inventarsi qualcosa lo aveva scansato d’istinto per evitare che lo scoprisse se fosse salito un po’ di più con le mani; cercò di ricordarsi cosa aveva detto Nino che doveva fare e gli venne un idea; -posso spogliarti io prima?- chiese languido sperando che dicesse di si.

Jin lo guardò sollevando le sopracciglia poi disse:

-Come vuoi ma sbrigati-

“Possibile che è così privo di tatto in questi momenti?” si chiese Aiba mentre si riavvicinava a lui.

Gli tolse per prima cosa la cravatta che teneva allacciata lenta intorno al collo e se la fece passare intorno alla testa; poi cominciò a slacciargli la camicia; per ora procedeva tutto bene, poi si accinse a slacciargli i pantaloni, come gli scivolarono lungo le gambe Jin li scavalcò facendo un passo avanti.

-Ora tocca a me- disse; ma non fece in tempo ad avvicinare le mani che Aiba gli diede una spinta facendolo cadere disteso sul letto e poi si sedette sopra di lui per non farlo muovere.

-Sei un tipo che prende iniziativa; mi piace, ti lascio fare-

-Ok, allora tira su le braccia- ordinò Aiba approfittando della situazione; si sfilò la cravatta dal collo e cominciò a legare le mani di Jin al letto.

-Ti piacciono i giochi strani- affermò Jin mentre lo guardava con un sorriso divertito.

-Si molto strani- rispose con un tono che lasciava intuire la sua disapprovazione, ma ormai Jin era legato ben stretto e non ci si doveva preoccupare di lui.

-Venite l’ho legato- chiamo Aiba ad alta voce girandosi verso la porta del bagno.

-Cosa?- disse Jin confuso da quello che stava accadendo.

In quel momento Toshi e Nino uscirono dal bagno con un ghigno divertito sulle labbra.

-Cosa ci fate voi qui? E tu chi sei?- chiese guardando prima gli uni di fianco al letto e poi Aiba che era ancora seduto quelle sue gambe  per non farlo muovere.

-Non pensavamo che ci saresti caduto proprio come un allocco, vero Masa?- ridacchio Nino rivolto alla bella ragazza sulle sue gambe.

-Aiba?- chiese stupito Jin guardandolo.

-Proprio io- rispose togliendosi la parrucca.

-Cosa volete? Lasciatemi!- cominciò poi a gridare e a dimenarsi.

-Non credo che quando Jun era nella tua stessa situazione tu lo abbia fatto- disse gelido Ohno che fino a quel momento non aveva parlato.

-Quindi ora lo sa tutta la combriccola e siete venuti a vendicarlo? Non ha neanche il coraggio di farlo da solo- disse con rabbia e disprezzo.

-Jun non lo sa, abbiamo fatto tutto noi; e ora vogliamo le foto- spiegò Nino.

-Che venisse lui a chiedermele- rispose brusco.

-Jun da adesso in poi ne rimarrà fuori e se proprio non ce le vuoi dare di tua spontanea volontà, forse sarai più propenso per uno scambio- disse Nino sorridendo sadicamente e tirando fuori una macchinetta digitale che passò a Masa che cominciò a fargli qualche foto.

-Smettetela, smettetela; ok vi darò le foto- disse in fine facendo fermare gli scatti ininterrotti.

-Bene allora ci vediamo domani a mezzogiorno sul tetto del JE, e vedi di portarle tutte- disse infine e si diresse verso la porta seguito da Oh-chan e Masa che era sceso da sopra Akanishi lasciandolo lì legato.

- Dove andate liberatemi- gli urlò dietro mentre uscivano, ma loro fecero finta di nulla.

 

-Pensate che manterrà la parola?- chiese Masa preoccupato.

-Lo farà, ma per prudenza ho preparato una via d’uscita sicura, non vi preoccupate- disse Nino con sguardo divertito e gli altri preferirono non sapere quale strano piano sicuramente illegale avesse progettato.

-Andiamo a casa ora ho sonno- disse Oh-chan sbadigliando.

-Ma lo lasciamo lì così?- chiese Masa.

-Ho avvisato l’albergo che c’è qualcuno che chiede aiuto, presto qualcuno lo libererà; quanto vorrei vedere la sua faccia in quel momento- disse cominciando a ridere di gusto, per poi essere seguito dagl’altri.

 

-Buongiorno!- dissero Jun e Sho entrando nel camerino e trovandovi gli altri 3.

-Giorno- risposerò.

-Nino ti prego dimmi cosa avete combinato ieri- chiese deciso Jun piazzandosi davanti a Nino.

-Nulla di articolare, è andato tutto come previsto, forse anche meglio di quanto avevo previsto- rispose guardando complicemente gli altri 2 che sorridevano divertiti.

-Quindi avete recuperato le foto?- chiese Sho.

-Non ancora, ma alle 12 saranno in mano nostra-

-Vengo anche io- disse Jun.

-Jun non è il caso, meglio che non ti metti in mezzo- gli disse Sho avvicinandoglisi per cercare di tranquillizzarlo.

-Sho cosa dici? Sono io la causa di tutto- disse con aria contrariata.

-Sono d’accordo con Sho meglio che rimani qui- disse Ohno con sguardo preoccupato.

-Si Jun sarà questione di pochi minuti, sta tranquillo andrà tutto bene- aggiunse Masa.

-Voglio venire comunque, mi terrò in disparte ma fatemi venire- continuò a insistere Jun.

Gli altri lo guardarono preoccupati, Jun sapeva che lo volevano solo proteggere ma era determinato ad andar con loro comunque.

-Ok, ma sei sicuro di sentirtela?- chiese infine Nino.

-Si-

-Ma Jun è meglio…- cominciò a protestare Sho ma Nino lo interruppe.

-Sho deve essere una sua decisione-

Infine Sho cedette, ma decise che non avrebbe lasciato neanche per un secondo il fianco di Jun.

 

A mezzogiorno in punto salirono tutti insieme sul tetto, e lui era già lì e dato lo stato in cui si trovava doveva essere piuttosto nervoso.

Li guardò e si rivolse direttamente a Jun.

-Mandi i tuoi amici a fare il lavoro sporco? Non hai fegato per farlo da solo vero?- gli urlò subito contro.

Sho gli teneva stretta la mano nella sua e sentì che Jun lo stringeva più forte; non avrebbe mai voluto che sopportasse questo, era preoccupato, dopo tutto quello che gli aveva fatto non sapeva come riuscisse a guardarlo ancora in faccia.

-Se ho sopportato fino ad ora è solo per i miei amici, forse all’inizio lo facevo per un motivo personale, ma infine ho finito per preoccuparmi per loro e non per me stesso, se fosse dipeso solo da me non avrei mai ceduto ai tuoi ricatti- disse guardandolo direttamente negli occhi come non faceva da molto tempo.

-Quindi adesso mi vorresti far credere che non ti sarebbe importato di perdere tutto in uno scandalo, se non avesse implicato altre persone?-

-Proprio così; se fosse stata una cosa che avrebbe colpito solo me non ti avrei mai assecondato-

-L’amicizia, lo avresti fatto per i tuoi compagni- disse cominciando a ridere.

-Jun ora basta andiamocene- disse Sho tirandolo via, ma Jun non si mosse.

-Tu forse non lo capisci, ma per me loro sono importanti e non potevo rovinarli per colpa mia- disse infine e poi si lascio trascinare via da Sho sollevato dal fatto di aver detto come stavano le cose per lui; lo sentiva ridere alle sue spalle ma non gli interessa più ormai e voleva lasciarsi tutto alle spalle.

 

-Sei viscido!- esclamò Nino fermando le sue risate; poi senza dargli modo di replicare disse:

-Le foto- e allungò la mano.

Jin lo guardò male e tirò fuori un disco dalla tasca della giacca.

-E le mie?-

-Eccole- disse Nino tirando fuori anche lui un cd.

Si avvicinarono lentamente, sembrava una scena di mezzogiorno di fuoco; quando furono a pochi centimetri di distanza si scambiarono i cd e si allontanarono di nuovo.

-Da ora in poi vedi di stargli lontano- disse infine Ohno seguendo i compagni verso le scale.

 

Quando tornarono in camerino trovarono Jun e Sho seduti sul divanetto, Sho teneva Jun con la testa appoggiata alla sua spalla.

-Tieni- disse Nino porgendogli il cd.

Jun lo prese in mano e lo guardò per qualche istante, poi come a sfogare la rabbia che aveva in corpo cominciò a farlo a pezzi, cominciando a piangere.

Gli altri lo guardarono lasciandolo fare per un po’, poi Sho gli circondò le spalle con un braccio e presto cominciò a calmarsi lasciando cadere i frammenti sul pavimento.

-Ora è tutto finito!- disse Sho accarezzandogli la testa.

-Grazie ragazzi, vi voglio bene- disse infine Jun tra i singhiozzi.

Gli altri gli sorrisero e poi si gettarono su di lui in un abbraccio di gruppo.

 

EPILOGO

-Stupidi, sono stati troppo ingenui a fidarsi così- disse ridendo mentre si sedeva davanti al pc.

Lo accese e inserì il cd che gli avevano consegnato per verificarne il contenuto, ma improvvisamente lo schermo si fece tutto nero e un piccolo omino stilizzato con in mano quello che sembrava un piccolo video gioco comincio a camminare dal bordo dello schermo fino ad arrivare al centro.

-Siccome non mi fido minimamente di te, oltre alle tue foto su questo cd ho messo un bel virus che ti sta distruggendo il pc; così sarò molto più tranquillo che tu non ci abbia cercato di fregare in nessun modo- disse l’omino con voce gracchiante nello schermo.

-Cosa?- esclamò Jin sconvolto cercando di tirare fuori il cd, ma l’omino si era messo a ridere di gusto mentre pian piano l’immagine si distorceva fino a che il computer non cominciò a fumare andando in corto circuito.

-Dannato nanetto!- esclamò Jin furioso sbattendo i pugni sul tavolo.

 

FINE

 

postato da: vampiretta87 alle ore 09:47 | Permalink | commenti (2)
categoria:yaoi, arashi, r , angst, sakumoto
domenica, 11 maggio 2008

Junji ç_ç

TItolo: Blackmail

Autore: io naturalmente

Fandom: Arashi tanto per cambiare no XD

Pairing: Sakumoto

Raiting: parte Nc-17

Genere: Yaoi, angst

Desclaimer: Gli arashi non sono miei e bla bla bla

Note: sconsigliata alle fan dei Kat-tun

Capitolo 12

Il giorno della dimissione di Jun alla fine arrivò e Sho era al settimo cielo non ce la faceva più a vederlo in quel letto.

Intano Nino aveva organizzato tutto, non aveva voluto spiegargli bene il piano ma aveva assicurato che avrebbe funzionato, ora l’unica cosa di cui si doveva preoccupare era di Jun, quella sera sarebbe finito tutto e poi sarebbero stati felici.

 

Durante il percorso in macchina rimasero entrambi in silenzio, chissà perché non riuscivano a parlarsi, era come se lasciando l’ospedale si era creata intorno a loro un atmosfera molto più tesa.

Salirono fino all’appartamento di Jun e dopo che aprì la porta si fermarono a guardarsi.

-Sho rimani un po’?- chiese Jun timidamente.

Sho lo abbracciò teneramente e lo bacio per la prima volta da quando si erano lasciati la sera dell’incidente.

-Certo- sussurrò tra le sue labbra.

Entrarono in casa e Jun andò in camera a posare la borsa con la sua roba.

-Hai fame?- chiese Sho quando tornò in salotto.

-Non molta- rispose Jun.

-Però dovresti mangiare qualcosa, devi rimetterti ancora- disse apprensivo.

-Sho sto bene, non devi preoccuparti così tanto; non sono mica un bambino- disse un po’ contrariato.

-Jun sei stato in coma per giorni e senza una causa specifica, il dottore diceva che stavi bene e che era un cosa psicologica. Eravamo tutti in ansia perché non capivamo il perché non ti svegliassi- disse alzando il tono della voce.

-Lo so e mi spiace di avervi fatto preoccupare. Io non so perché ma forse era come se in quello stato mi sentissi protetto da qualsiasi cosa. Forse… anzi sono sicuro che ero io che non volevo svegliarmi.Credo di avervi anche sentito che mi parlavate, come se stessi in un sogno. Quando mi sono svegliato ho sentito che qualcosa mi aveva scosso emotivamente, ma non ricordo assolutamente cos’è stato- disse corrugando le sopracciglia cercando di ricordare.

“Possibile siano state le mie parole?” si chiese Sho, poi decise di lasciar stare.

-Ok, facciamo così se non vuoi mangiare almeno mettiti sul letto e riposati-

-Ma Sho sono stato a letto fino a 1 ora fa, non ti sembra che mi sia riposato abbastanza?- disse contrariato da quella assurda richiesta, ma dopo aver visto la faccia corrucciata di Sho, sospirò rassegnato non volendo cominciare un'altra discussione e si diresse vero la camera da letto.

Sho lo seguì, poi si ricordò di una cosa e disse:

-Jun ti devo confessare una cosa-

Jun che aveva appena posato a terra la sua borsa dal letto si rialzò guardandolo in silenzio.

-Io ho fatto una cosa che non avrei dovuto forse- disse piano.

-Sarebbe?-

-Quando sono venuto a prendere le tue cose a casa… per caso ho aperto il cassetto del tuo comodino e… ho trovato il diario-

-Lo hai letto?- chiese d’un fiato Jun.

-Non volevo, però l’ho fatto mi dispiace- disse inchinandosi profondamente.

-Sho era una cosa privata, perché lo hai fatto? Non sono bastate le pagine che avevi già letto?- chiese arrabbiato, ma anche troppo deluso per alzare la voce.

-Mi dispiace veramente Jun, però sono felice di averlo fatto, ho letto delle cose che tu non avresti mai avuto il coraggio di dirmi- spiegò determinato a dire come la pensava.

Jun rimase in silenzio per un po’ scrutandolo, poi disse:

-La cosa non mi fa piacere e me ne vergogno di quello che ho scritto-

-Perché dovresti, io… lo confesso, quando l’ho letto… ho pianto- disse le ultime parole in un sussurro.

-Pianto?- chiese Jun sbalordito ad alta voce.

-…si…pianto; perché in tutto questo tempo non ti ho mai capito minimamente, e adesso voglio rimediare, voglio che qualsiasi cosa tu pensi me la dica direttamente senza scriverla su un diario-

Jun lo guardava interrogativo come se non credesse alle sue orecchie, poi Sho continuò a parlare facendogli una domanda.

-E’ tanto che me lo chiedo, qual è il regalo che non mi avresti mai dato?-

Jun rimase un attimo spiazzato, poi si allontano dirigendosi verso l’armadio e dal fondo sotto una montagna di vestiti tirò fuori, un piccolo pacchettino.

-Sono un cretino, al negozio quando mi hanno chiesto se era un regalo ho detto di si e mi hanno fatto pure il pacchetto, l’ho detto anche se sapevo che non te lo avrei dato- disse consegnandoglielo.

Sho lo prese dalle sue mani e lo osservò; era piccolo e rettangolare, sembrava un cd.

-Posso?- chiese.

-Certo è tuo dopotutto- rispose Jun.

Sho lo scartò rapidamente e ne uscì fuori proprio un cd, con una copertina nera con dei fiori rossi a formare una X.

-Endless Rain!- disse Sho sorpreso.

-Si, quando l’ho visto ho pensato a te, ti sono sempre piaciuti gli X Japan e questa canzone rispecchiava il mio stato d’animo- disse Jun guardando fisso il disco che Sho teneva tra le mani.

Sho lo aprì e poi chiese:

-Ti va se la sentiamo?-

Jun annuì e Sho si avvicinò allo stereo, lo accese e subito si sentì quello strano formicolio che producono le casse appena accese, inserì il cd e spinse play rimanendo fermo davanti allo stereo.

La musica aveva un tono basso che si alzava progressivamente, dava come una sensazione di nostalgia...

 

Sto camminando nella pioggia

Nonostante tutto sembri ferirmi per qualche ragione

Non c’è nulla

Uccidimi ora… mentre vago per sempre

Finché non dimenticherò il tuo amore

 

Era una canzone triste, rispecchiva un amore non corrisposto.

 

Dormire per me è confusione, anestetico

Calma il mio cuore che batte

Tutto l’amore sembra fluire via dal mio corpo come il cuore percepiva la memoria

Terrò per me l’amore che provo nei tuoi confronti

“E’ così che Jun si sente?” si chiese continuando ad ascolatre parola per parola.

 

Pioggia infinita, cadi sul mio cuore, sulla mia anima ferita

Fammi dimenticare, tutto l’odio, tutta la tristezza

 

Giorni di gioia, giorni di tristezza passano lentamente

Come ho cercato di raggiungerti, sei svanito di fronte a me

Sei solo un’illusione

Quando mi risveglio, le mie lacrime hanno asciugato le sabbie del sonno

Sono come una rosa che sboccia nel deserto

Stava cominciando a sentirsi veramente in colpa per tutto quello che Jun aveva passato che gli si stringeva talmente tanto il cuore nel petto da fargli quasi male.

 

È un sogno, sono innamorato di te

Abbracciami con calore tra le tue braccia.

Mi risveglio dal mio sogno

Non riesco a trovare la mia strada senza di te

 

Jun era rimasto immobile a guardare le sue spalle e quando Sho si girò improvvisamente sussultò per lo spavento, poi Sho si avvicinò e lo strinse forte a se circondandogli con un braccio le spalle e con l’altro tenendogli la testa.

 

Il sogno è finito

Non sento più la voce delle tue dolci parole

Lacrime fluttuanti macchiano i muri

E così, svegliandomi nel mattino, tornerò nel mio sogno

Finchè non potrò dimenticare il tuo amore

 

-Jun...- sussurò Sho con voce delicata al suo orecchio.

Jun sentiva il cuore battergli frenetico nel petto.

 

Pioggia infinita, cadi sul mio cuore, sulla mia anima ferita

Fammi dimenticare, tutto l’odio, tutta la tristezza

 

Pioggia infinita, cadi sul mio cuore, sulla mia anima ferita

Fammi dimenticare, tutto l’odio, tutta la tristezza

Pioggia infinita, fammi restare per sempre nel tuo cuore

Lasciami afferrare le tue lacrime, i tuoi ricordi

 

Poi la musica finì e Sho lasciandolo andare lo guardò negl’occhi e disse:

-Mi piaci-

Jun lo guardava quasi senza capire tanta era la felicità che provava dopo quelle parole, Sho gli accarezzo una guancia e poi avvicinò le sue labbra posandole in un bacio delicato e dolce, le braccia di Jun si cinsero dietro la sua schiena e schiuse le labbra approfondendo il bacio.

Quei baci erano così morbidi che sembrava di essere in un sogno, l’unica cosa che gli dava la certezza che era tutto reale, erano le carezze e il contatto dei loro corpi.

Presto senza neanche accorgersene finirono sul letto continuando a baciarsi, si staccavano solo per riprendere fiato; continuarono così per quelli che sembrarono interminabili minuti, poi Jun infilò le mani sotto la maglia di Sho accarezzandone la pelle e Sho si fermò di scatto allontanandosi.

-Jun che fai?- chiese guardandolo sotto di lui.

-Quello che ho sempre voluto da tantissimo tempo- disse alzandosi sui gomiti per avvicinarsi alle sue labbra e sussurragli a pochi millimetri -fare l’amore con te-, lo baciò con trasporto e Sho corrispose ma quando si divisero rimase a guardarlo.

-Che c’è? Mi fai sentire a disagio se mi guardi così. Se non vuoi, lasciamo stare- disse Jun provando a spostarsi, ma Sho gli rimaneva addosso non facendolo muovere più di tanto.

-Jun ne sei sicuro? Io non voglio forzarti- disse con aria seria e preoccupata.

-Sono io che te lo sto chiedendo- gli fece presente Jun, poi aggiunse sorridendo -piuttosto questa è come se fosse la tua prima volta, sei sicuro di sentirtela?-

-Se  fai il sarcastico, stai meglio di quello che sembra- disse sorridendogli e abbassandosi di nuovo su di lui per baciarlo.

Cominciarono a rotolarsi sul grande letto, invertendo in continuazione le posizioni e continuando a baciarsi, quando a un certo punto Jun non si ritrovò sopra Sho e si alzò sedendosi sul suo addome in modo che Sho non potesse di nuovo invertire la situazione.

Lo guardava dall’alto mordendosi il labbro inferiore, poi avvicinò le mani alla propria camicia cominciando a sbottonarla, quando Sho afferrandogli una mano lo fermò.

-Posso?- chiese riferendosi a quello che Jun stava facendo, gli fece segno di si e si sposto leggermente in dietro per dar modo a Sho di mettersi seduto.

Le mani lentamente sbottonarono tutti i bottoni finche non furono finiti e gli sfilò lentamente la camicia per poi lascarla cadere a terra vicino al letto; quando fu a petto nudo Jun afferrò immediatamente i lembi della maglia di Sho cominciando a sfilarla e lui lo assecondò alzando le braccia.

Quando furono entrambi a torso nudo Jun spinse Sho sul letto e ricominciò a baciarlo, scendendo poi lungo il collo lasciandogli piccoli segni rossi, a ogni bacio Sho fremeva per il piacere ed era sempre più eccitato e Jun lo poteva sentire chiaramente, continuò scendendo sempre più e quando arrivò al bordo dei pantaloni slacciò la cintura sfilandola completamente, poi il bottone e fece scivolare i pantaloni lungo le gambe.

Sho approfittando del fatto che Jun si era tolto da sopra di lui per sfilargli i pantaloni , si sposto prendendolo poi per le spalle e ricadendo entrambi sul letto, risero divertiti dalla complicità con cui giocavano, era bello stare così insieme.

Tornarono a baciarsi mentre una mano di Sho andava ai pantaloni di Jun e li slacciava, Jun gemette nel bacio e Sho si allontanò qualche secondo sfilandoglieli lui ora, si divertivano a fare le cose alternativamente e con lentezza godendosi ogni singolo istante.

Ma ormai erano rimasti tutti e due in boxer e il gioco stava per giungere al termine.

-Jun ne sei davvero sicuro?- chiese di nuovo Sho indugiando se andare avanti oppure fermarsi.

-Mai stato così sicuro- rispose guardandolo con occhi dolci.

Sho indugiò ancora un po’, poi vedendo il desiderio negl’occhi di Jun, scese a baciarlo di nuovo e con una mano si insinuò nei suoi boxer accarezzandolo piano, Jun fremeva a ogni tocco e cominciava a ansimare sempre più pesantemente.

-Sho ti prego toglili- chiese quasi supplicando Jun a occhi chiusi e mordendosi le labbra mentre Sho gli baciava il collo.

Sho si fermò e cominciò a sfilarli mentre Jun inarcava la schiena aiutandolo, quando fu libero Jun quasi sospirò per il sollievo, poi Sho si alzò e sfilò anche i suoi portandosi di nuovo sopra di lui.

-Ho paura di farti male- confessò a voce bassa Sho.

-Non me ne farai, ti prego vai avanti non ce la faccio più- disse Jun muovendosi verso di lui per incontrare il suo bacino.

Sho si posizionò meglio tra le sue gambe e cominciò a spingersi lentamente all’interno di Jun per fargli meno male possibile, sentiva le unghie di Jun che gli graffiavano la schiena e i suoi gemiti misti tra dolore e piacere; poi quando fu completamente dentro si fermò lasciando a Jun il tempo di abituarsi e nel frattempo ne baciava le guance e il corpo, finchè non riapri gli occhi e allentò la presa, sulla sua schiena.

Si baciarono ripetutamente poi fu Jun a muoversi contro di lui; sembrava quasi che gli desse istruzioni su cosa fare e Sho non se lo fece ripetere 2 volte cominciando ritmicamente a entrare e uscire da lui, aumentando il piacere a ogni spinta, finchè entrambi non raggiunsero il limite venendo insieme, poi Sho baciò ancora una volta Jun liberandolo dalla sua intrusione e sdraiandosi accanto a lui.

Presero tempo per riprendersi, ansimavano cercando di calmare i loro cuori che battevano frenetici, Jun cerco la mano di Sho e lui la strinse nella sua.

-Ho come la sensazione che sia stato qualcosa che hai detto la notte prima che mi svegliassi che mi ha convinto a tornare alla realtà; però non ricordo cosa sia- confessò Jun assumendo un espressione riflessiva.

-Forse erano queste le parole che pensi di aver sentito…- cominciò a dire spostandosi su un fianco per avvicinarglisi più che poteva; -…Ti Amo-

Jun sentì il cuore accelerare di nuovo i battiti, non sapeva se piangere o ridere per la felicità; poi Sho lo baciò e dopo che si furono coperti entrambi sotto le coperte si strinsero in un tenero abbraccio.

-Ora dormi sarai stanco- disse Sho premuroso.

-Si,…però… posso chiederti una cosa prima?-

-Dimmi- disse baciandogli la fronte mentre lo teneva abbracciato.

-Hai raccontato tutto agl’altri?- chiese Jun.

Sho allentò l’abbraccio tirandosi leggermente in dietro per poterlo guardare in viso e poi disse:

-Jun vedi io… non ho potuto non dirgli cosa stava accadendo; mi spiace so che non volevi-

-No, non fa niente, in fondo è giusto così; avevo capito da come si comportavano che sapevano già tutto e se non lo avessi fatto tu, credo glielo avrei detto io-

-Però non gli ho detto di quando ti ho trovato nel bagno con…- non riusciva a finire la frase, il pensiero che se non fosse arrivato magari Jun adesso non sarebbe lì accanto a lui, lo sconvolgeva.

-Per questo ti ringrazio, non volevo che lo sapessero- disse sollevato, poi chiese preoccupato:

-Ma come hanno reagito?-

-Si sono veramente arrabbiati, Aiba era nero penso che sarebbe corso ad ucciderlo con le sue mani, Oh-chan cercava di trattenere la rabbia ma sul viso aveva un espressione spaventosa; quello che mi preoccupa però è Nino- confessò in fine Sho.

-Perché?- chiese Jun avendo uno strano presentimento.

-Ha detto che se ne vuole occupare lui della faccenda, penso che ormai avrà attuato il suo piano, qualunque esso sia-

-Dobbiamo fermarlo- disse Jun spaventato tentando di alzarsi, ma Sho non lo lasciava andare.

-No lascialo fare- rispose Sho stringendolo più forte.

-Ma potrebbe accadere qualcosa di pericoloso, ho paura che si caccino in qualche casino- rispose Jun agitato.

-Jun ormai è tardi, e poi non credo che si farà beccare da qualcuno, a noi ci ha sempre fregati con i suoi scherzi e comunque a detto che non avrebbe usato la violenza ma che lo avrebbe colpito a livello morale quindi stai tranquillo e dormi-

-Come posso dormire? Sono troppo preoccupato-

-Rilassati andrà tutto bene vedrai- disse baciandolo teneramente sulle labbra.

-Come posso rilassarmi? Rimarrò in ansia comunque tutta la notte-

-E tu non ci pensare; pensa a me- disse baciandolo di nuovo.

-Ma Sho…- cerco di protestare Jun ma le sue labbra furono di nuovo ricoperte da quelle di lui.

-Pensiamo solo a noi adesso- gli sussurrò Sho tra le labbra, poi lo sentì cedere e contribuire al bacio portando di nuovo entrambi a concentrarsi sulla soglia del piacere.

 

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categoria:yaoi, nc-17, arashi, r , angst, sakumoto
sabato, 10 maggio 2008
Junji ç_ç

TItolo: Blackmail

Autore: io naturalmente

Fandom: Arashi tanto per cambiare no XD

Pairing: Sakumoto

Raiting: R con una parte Nc-17

Genere: Yaoi, angst

Desclaimer: Gli arashi non sono miei e bla bla bla

Note: sconsigliata alle fan dei Kat-tun

Capitolo 11

 

Erano passati 2 giorni già, il dottore aveva assicurato che Jun stava bene e che si sarebbe dovuto svegliare, però le sue condizioni non erano cambiate; alla fine si è arrivati a ipotizzare che la situazione era di origine psicologica.

Il medico gli aveva spiegato che a volte il comatoso non si sa perchè ma nonostante fisicamente non abbia subito danni, rimane in questo stato per parecchio, ed è una cosa principalemente psicologica, data dal fatto che il paziente in quello stato si trova meglio che se si svegliasse.

Infine era stato consigliato loro di cercare di non lasciarlo mai solo e di parlarci anche sapendo che non avrebbe risposto, ciò poteva stimolarlo a svegliarsi; e così fecerò c’era sempre qualcuno di loro con lui, la cosa era rimasta nascosta ai media, gli unici a saperlo erano oltre ai genitori di Jun che erano stati pregati di andare a visitarlo il meno possibile per evitare di attirare l’attenzione, lo stuff medico e Johnny, nessun’altro al JE ne era stato messo al corrente, l’unico che forse aveva qualche sospetto era Jin che però evitava di parlare della situazione facendo finta di nulla.

 

La sera che Jun era stato portato all’ospedale rimasero tutti e 4 lì tutta la notte, Sho sapeva che Jun non voleva che gli altri sapessero, però date le circostanze non poteva più stare zitto, anche perchè giustamente loro chiedevano spiegazioni e finì per raccontargli la verità...

 

-Quello stronzo!!!- esclamò Masa su tutte le furie, era difficile vederlo arrabiato e in quel momento era letteralmente furioso.

-Aiba calmati- disse Nino trattenendolo per la manica delle maglietta dato che era pronto a correre a spaccare la faccia a qualcuno.

-Nino scusa ma Aiba a ragione, come possiamo stare calmi, ma ti rendi conto di quello che ha fatto a Jun?- chiese Toshi in uno stato tra lo shoccato e il furibondo.

-Si lo sò e sono incazzato nero anche io, però andare a risolvere la situazione come vorreste voi in questo momento non mi sembra una buona idea- spiegò loro, poi guardò Sho e chiese:

-Quindi il tutto è successo perchè a cercato di dividervi?-

-Si, aveva detto delle cose talmente orribili che non ce l’ho vista più; Jun si è messo in mezzo per fermarci e Akanishi lo ha spinto via, quando l’ho visto che stava cadendo ho tentato di afferrarlo ma sono stato colpito e ...-

-Sho non è colpa tua- disse Masa mettendogli una mano sulla spalla per confortarlo.

-Lo sò, ma se solo non ci fossi andato e ci avessi tunuto lontano anche Jun non sarebbe accaduto; mi sento responsabile- disse sedendosi e cominciando a torturarsi le mani stringendo i pugni tanto da farsi male.

-Adesso pensiamo a Jun e quando... si sarà svegliato- cominciò a dire Toshi mentre gli altri lo guardavano tristi; -lo farà ragazzi si sveglierà ve lo giuro... deve svegliarsi, anzi lo faremo svegliare; ci organizzeremo e non lo lasceremo mai solo come ha detto il dottore, ci sarà sempre qualcuno di noi qui e se il vecchio avrà qualcosa da ridire... bè vi prometto che gli faccio cambiare idea, per una volta mi comporterò veramente da Riida- concluse.

Gli altri lo guardavano senza parole, vedere Toshi così determinato gli aveva dato coraggio e voglia di impegnarsi a fondo, così cominciarono a programmare i turni per stare accanto a Jun.

 

Sho non aveva raccontato proprio tutto agli altri, gli aveva detto del ricatto e della foto, ma aveva evitato di parlargli del tentativo di suicidio di Jun e del rapporto che negli ultimi giorni si era creato tra loro.

I giorni passavano e avevano trovato il modo di stare con lui sempre, si stavano impegnando ognuno a modo suo, Aiba gli parlava a raffica raccontandogli quello che faceva durante la giornata, Nino a volte si metteva a scrivere e a cantare chiedendo a Jun di dargli un parere, sapeva che non gli avrebbe risposto ma ci sperava sempre; Toshi era quello che si sentiva più a disagio essendo lui taciturno e trovandosi solo con Jun che non reagiva a nessuno stimolo, non sapeva cosa fare, il primo giorno che ci passò insieme fu terrificante per lui, Nino quando arrivò lo trovò che piangeva in silenzio, i giorni seguenti invece cambiò drasticamente, cercava di ridere faceva battute sperando che prima o poi Jun avrebbe aperto gli occhi e gli avrebbe detto “Baka!”.

Sho passava più tempo di tutti con Jun e dormiva lì in ospedale, praticamente a casa non era tornato quasi mai, però si sentì di dover fare una cosa il giorno dopo il ricovero e fu l’unico momento in cui lo lasciò solo, vederlo in quel letto con quel camice da ospedale gli era insopportabile, allora prese l’auto e come un pazzo andò a casa di Jun per prendere alcune delle sue cose dall’armadio, quando cercando qualcos’altro che avrebbe voluto con se al suo risveglio aprì il cassetto del comodino e ne trovò il diario.

Non voleva prenderlo, però lo fece comunque e lo lesse tutto lì, era pieno di sentimenti che Sho non avrebbe mai pensato, per lo più quel diario parlava di lui, Jun lo usava per sfogare quello che non aveva il coraggio di dire. Quando finì di leggere Sho pianse finchè non ebbe più lacrime da versare e poi con nuove motivazioni si alzò e tornò da Jun.

 

Erano passati 8 giorni, era sabato sera e Sho aveva mandato via gli altri dicendogli che non si dovevano preoccupare e che sarebbe rimasto lui, avevano insistito che non era giusto che si facesse sempre tutte le notti lì e che per una sera doveva almeno andare a riposare, ma non ci fu modo per convincerlo e alla fine rimase lui come sempre.

Aveva preso l’abitudine di leggere qualcosa a Jun la sera nel tentativo di rimanere sveglio il più possibile e quella notte fece lo stesso, quando improvvisamente chiuse il libro di colpo e afferrò la mano di Jun sul letto.

-Jun ti prego svegliati, siamo tutti preoccupati lo vedi, tu stai bene perchè non vuoi svegliarti? Questa realtà è più dura di quella in cui ti trovi ora però... vuoi veramente che finisca così? Proprio adesso che io...- gli veniva da piangere e non riuscì a trattenersi, aveva sempre cercato di sembrare forte in quei giorni, ma avrebbe voluto gridare più che poteva e piangere, invece non lo aveva mai fatto apparte quando era solo e sopratutto mai di fronte a Jun.

-Jun tu penserai che stando così risolverai i problemi? Non è così, mi hai detto che avevi ceduto al ricatto anche per proteggere gli altri, ma così non lo stai facendo, così non proteggi nessuno, anzi li stai facendo soffrire..., mi stai facendo soffrire. Sò che è strano sentirlo da me, anzi credo di non averlo mai detto a nessuno in vita mia ma...- indugiava a ogni parola cercando di spiegarsi, nonostante Jun fosse incoscente lui esitava su quello che voleva dire come se fosse lì a fissarlo con i suoi occhi grandi e scuri.

-Quello che voglio dire è... che credo di essermi innamorato, quello che succedeva tra noi era piacevole ma non riuscivo a definire i miei sentimenti, però in questi giorni ho avuto modo di riflettere e... uffa dannazione perchè è così difficile- brontolò infastidito dalla sua insicurezza.

-Ti amo- disse infine d’un fiato stringendogli più forte la mano nella sua.

...

Nessuna reazione Jun non si mosse, forse si aspettava che aprisse gli occhi e gli sorridesse, ma non era accaduto.

Posò la testa sul bordo del letto e dopo poco si addormentò.

 

Lentamente si stava risvegliando dallo stato di torpore che procurava il sonno.

“Non voglio svegliarmi” pensava; “non voglio ricominciare un altra giornata” ma ormai era tardì il sonno lo stava abbandonando e presto quello che era intorno a lui diventò più nitido e le sensazioni si fecero realì, finchè non cominciò a sentire che qualcuno gli stava passando una mano tra i capelli.

Aprì gli occhi di scatto alzando la testa e rimase senza parole; Jun era lì sveglio che lo guardava e gli sorrideva.

-Ohayo- gli disse.

-Forse non sono veramente sveglio- sussurrò Sho tra se.

Vide Jun ridere divertito e poi gli diede un pizzicotto.

-Itai!- esclamò Sho, ricominciando a guardarlo con aria shoccata.

-Allora è vero, sei sveglio, si uscito dal coma?- disse Sho con gli occhi spalancati e un sorriso che lentamente diventava sempre più grande.

-Se non sei sicuro te ne dò un altro di pizzico- rispose Jun sarcastico.

In quell’istante 3 ragazzi entrarono rumorosi nella stanza senza bussare e rimasero imbambolati davanti alla porta.

-Ecco, adesso vi ci mettete pure voi? La piantate di fare quelle facce? E poi si bussa prima di entrare nella stanza di qualcuno- disse sgridandoli.

Masa gli si getto all’istante al collo abbracciandolo e Nino e Toshi si precipitarono accanto a Sho.

-Quando ti sei svegliato?- chiese Sho interrompendo il momento di euforia e riportando tutti alla calma.

Jun guardò l’orologio e disse:

-Da 1 oretta ormai-

-Perchè non mi hai svegliato?-

-Sembravi stanco-

-Masa chiama il dottore e digli che si è svegliato- ordinò Sho serio.

-Ehi che ti prende? Sto bene non ti agitare- disse Jun un pò contrariato da quella gelida reazione.

-Non ti agitare! Jun sei stato 8 giorni in coma, permettimi di essere agitato quanto mi pare. E ora visto che non ci va nessuno lo chiamo io il dottore- disse e uscì dalla stanza sbattendo la porta.

 

Nino uscì poco dopo di lui e lo trovò seduto a terra nel corridoio.

-Sho che ti è preso?- chiese accucciandosi davanti a lui.

-Non lo sò- rispose con voce roca; - sono stato così in ansia per giorni e ora che è sveglio lui fa il superficiale come se non fosse successo nulla, non capisce che eravamo preoccupati?- chiese Sho sull’orlo delle lacrime.

-Voi proprio non vi siete mai capiti!- disse sedendosi accanto a lui.

Sho lo guardava con aria interrogativa.

-Jun non è superficiale, tutt’altro e se si comporta così e proprio per tirarci su, per non vederci tristi. Sarebbe stato superficiale se avesse pensato a se stesso prima che a noi, invece il suo primo pensiero è stato di assicurarci che stava bene, ma non ha parole, ma come ha fatto ora facendo finta che non fosse successo nulla; lui è sempre stato così, veniamo prima noi e poi se stesso, magari dal di fuori non sembra. Tu credi davvero che si sarebbe comportato così come ha fatto fino ad adesso tenedosi tutto dentro?-

In quel momento Sho si sentì in colpa di aver reagito così; Nino aveva ragione.

-Sono uno stupido- disse.

-Non sei stupido, sei innamorato- affermò Nino.

Sho rimase di stucco, come faceva ad averlo capito; -Come...?-

-Semplice Sho, tu non ti sei mai comportato così apprensivamente nei confronti di Jun, quindi se lo fai ora ci può essere una sola ragione-

Sho non se lo aspettava, però in fondo Nino aveva ragione il suo comportamento era nettamente cambiato in quei giorni ed era difficile che nessuno se ne accorgesse prima o poi.

-Ora l’importante è che Jun si riprenda e spero che tu sia d’accordo con me nell’evitare di menzionare Akanishi vero?- chiese Nino.

-Si sono daccordissimo, ce ne occuperemo quando Jun starà meglio, bisogna dirlo agl’altri però- fece presente Sho alzandosi e preoccupandosi che gliene potessero parlare subito.

-Tranquillo gliel’ho già detto e di Akanishi non ti preoccupare ci penso io-

-In che senso? Cosa vuoi fare?- chiese preoccupato Sho.

-Tu non preoccuparti, pensa ad occuparti di Jun, a lui ci penseremo io e Toshi-

-Nino non combinate casini, Jun non sopporterebbe uno scandalo per pestaggio a causa vostra in questo momento- gli fece presente.

-E che gusto ci sarebbe! Bisogna colpirlo sul lato morale. Lo fregherò con tutte le scarpe ho bisogno solo di un po’ di tempo per elaborare un piano- disse con un ghigno sulle labbra che non faceva preannunciare nulla di buono.

 

Nei giorni seguenti Nino e Toshi erano sempre a confabulare, molto probabilmente preparavano un piano con cui incastrare Akanishi; Jun aveva chiesto più volte a Sho se sapeva perché avevano quello strano comportamento ma aveva sempre risposto di non averne idea, finchè doveva stare in ospedale non voleva che si stesse a preoccupare.

Fortunatamente il dottore aveva detto che dopo un piccolo periodo di osservazione poteva uscire, da quando si era svegliato Sho non potè più rimanere la notte con lui; quando glielo dissero litigò con un infermiera come un bambino e dovette essere Jun a dirgli che non si doveva preoccupare e smetterla di insistere.

Infine accettò la situazione un po’ scocciato e ogni mattina prima di andare a qualsiasi appuntamento di lavoro si assicurava che Jun stesse bene passando a trovarlo.

 

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giovedì, 08 maggio 2008
Junji ç_ç

TItolo: Blackmail

Autore: io naturalmente

Fandom: Arashi tanto per cambiare no XD

Pairing: Sakumoto

Raiting: R con una parte Nc-17

Genere: Yaoi, angst

Desclaimer: Gli arashi non sono miei e bla bla bla

Note: sconsigliata alle fan dei Kat-tun

Capitolo 10

Passarono un paio di giorni e Jun era molto più allegro e sereno, avevano deciso di andare piano di fare tutto con calma, Sho era ancora notevolmente confuso da ciò che stava accadendo.

Jun nonostante mostrasse un allegria nuova rispetto ai giorni passati, aveva paura che questo potesse finire da un momento all’altro, la titubanza di Sho lo metteva in ansia e nonostante lui fosse dolce come non lo era mai stato con lui, temeva che la cosa potesse finire da un momento all’altro, che Sho capisse che quello che stava provando non fosse altro che pietà o che quel tipo di rapporto fosse interessante da provare ma che non era abbastanza per lui; i timori erano tanti e in più si aggiungeva il fatto che nonostante in quei giorni Jin non avesse chiamato prima o poi lo avrebbe fatto e quando sarebbe successo come si sarebbe dovuto comportare?

 

Quella mattina avevano avuto una giornata pesante, registrarono alcuni programmi e dato che a Jun non era ancora sparito del tutto il livido la truccatrice impiegò quasi un ora a farlo scomparire completamente, ed era stata notevolmente fortunata perché se lo avesse visto 3 giorni prima sarebbe stata disperata.

Alla fine ebbero appena il tempo di mangiare qualcosa in camerino prima di andare a fare le prove per alcune nuove coreografie; mentre si dirigevano verso la sala prove, Sho rimase volontariamente indietro lasciando andare avanti Ohno e Nino che intanto canzonavano Aiba facendogli il verso.

Sho camminava lungo il corridoio accanto a Jun, abbastanza vicino che le loro mani si sfioravano mentre si muovevano, Jun gli sorrideva guardandolo ogni tanto di sfuggita; quando improvvisamente si fermò di scatto.

-Jun che c’è?- chiese Sho fermandosi un passo dopo di lui.

Il cellulare aveva vibrato nella sua tasca, Jun lo tirò fuori, le mani gli tremavano per l’agitazione, guardò il monitor, era un messaggio, lo lesse e poi lo ripose nella tasca.

-Chi era?- chiese severo Sho.

-Nessuno- rispose facendogli il sorriso più credibile che gli riuscisse.

Sho si avvicinò afferrandolo per le spalle e scuotendolo un poco.

-Jun non mentire, stai tremando, era lui vero?-

Jun annuì impercettibilemente.

-Cosa hai intenzione di fare? Non ci andrai vero?- chiese Sho alzando leggermente la voce.

-Ma… se non…- cominciò a dire Jun guardando a terra, ma Sho lo blocco senza farlo finire.

 -Non puoi continuare a cedere così a ogni sua richiesta, qualsiasi cosa accada possiamo superarla- disse Sho lasciandogli le spalle e prendendogli le mani nelle sue.

-Promettimi che non ci andrai- continuò Sho guardandosi un attimo indietro per verificare che gli altri avessero svoltato lungo il corridoio.

Jun esitava aveva paura delle conseguenze che questa scelta avrebbe portato, forse se avesse sopportato un altro po’ poi sarebbe finita…

-Jun promettimelo!- ripeté di nuovo Sho.

Jun non poté che annuire, sapeva che Sho avrebbe continuato a insistere che alla fine si sarebbe arrabbiato.

Sho ricevuta la risposta, lo abbraccio e poi posò le sue labbra sulle sue baciandolo dolcemente

-Andrà tutto bene vedrai- disse Sho poi lo prese per mano e lo guidò verso la sala prove.

 

Le prove finirono presto e quando tornarono in camerino andarono a farsi una doccia.

Jun nonostante avesse assecondato la sua richiesta sembrava nervoso, la cosa era anche normale però Sho era preoccupato, si sbrigò e uscito dalla doccia era solo in camerino; sapeva che non era bello guardare i messaggi degli altri però forse un modo c’era per far finire questa storia; prese il cellulare che Jun aveva lasciato vicino alla sua borsa e lesse l’ ultimo messaggio in arrivo, l’appuntamento era per le 10 e il posto sapeva dov’era.

 

Uscendo dagli studi chiese a Jun di andare a mangiare da qualche parte, voleva distrarlo ed evitare di fargli pensare ad Akanishi, cenarono e poi verso le 9 Sho lo riaccompagno a casa assicurandosi che non ci fosse andato.

-Jun ricordati che me lo hai promesso- gli disse davanti alla porta di casa.

Jun si incupì e Sho gli diede un bacio, poi aggiunse:

-Ora vai subito a letto e riposati, ci vediamo domani mattina-

Si diedero il bacio della buonanotte e poi Sho se ne andò.

 

Quando Sho montò in macchina era determinato a fare una sola cosa, presentarsi al posto di Jun all’appuntamento con Akanishi e farsi dare quelle foto.

 

Jun entrò in casa e prese il telefono per chiamare il radio taxi, sapeva che gli aveva promesso di non andarci ma questa volta non avrebbe ceduto ai suoi ricatti, ci avrebbe parlato gli avrebbe offerto dei soldi, voleva fare in modo che gli desse quelle foto e se non ci fosse riuscito almeno poteva dire di averci provato.

 

Sho arrivò con qualche minuto di anticipo la strada la ricordava bene e riconobbe subito la porta giusta, fece esattamente quello che aveva visto fare a Jun, bussò e attese che qualcuno gli venisse ad aprire.

-Sei in antici…- stava dicendo Jin mentre apriva la porta ma quando vide chi era sulla soglia non finì la frase.

-Cosa vuoi?- chiese secco a Sho.

-Ti devo parlare-

-Non credo di avere nulla su cui discutere- rispose scontroso Jin.

-La parola ricatto non ti dice nulla? Io vorrei proprio parlare di questo- disse Sho alzando il tono della voce.

-Ok entra, entra- si sbrigò a dire Jin per evitare di attirare l’attenzione di qualcuno, poi si fece indietro entrando nella stanza e Sho lo segui lasciando la porta accostata.

Quel posto gli dava i brividi, era ben arredato e dava la sensazione di essere accogliente, ma la sola idea di tutto quello che aveva fatto a Jun in quel luogo gli faceva venire voglia di spaccare tutto.

-Accomodati- disse Jin sedendosi sul divano.

-Non ci tengo grazie; piuttosto facciamola breve, voglio le foto- disse secco Sho, porgendo la mano facendogli capire che significava ora.

-Quindi Jun ti ha detto tutto… come l’hai presa? Ora ti senti in dovere di aiutarlo?- chiese provocandolo.

-Non sono venuto per parlarti dei miei rapporti con Jun, sono venuto solo per le foto- rispose Sho cominciando ad arrabbiarsi del suo atteggiamento superficiale.

-Tra poco sarà qui anche Jun, possiamo parlarne insieme-

-No, Jun non verrà-

-Ah quindi ora prende ordini da te, forse abbiamo sbagliato entrambi a giudicarti, pensava che non avessi nessun interesse per lui e anch’io; mentre forse ti piace anche a te portartelo a letto-

Sho non ci vide più e lo afferrò per la maglietta colpendolo poi al viso.

-Non azzardarti più a dire una cosa del genere, sei un verme- disse lasciandolo andare.

-Ahahahahahahahahahahah; quindi provi qualcosa per lui ora- disse  ridendo, poi si alzo dal divano pulendosi una goccia di sangue che gli usciva dal labbro; - e ci sei già stato a letto? Sono curioso di sapere se con te partecipa- infierì.

 

Arrivò appena con qualche minuto di ritardo, si avvicinò alla porta e vide che era aperta e dall’interno provenivano delle voci.

-Sei un bastardo, non ti azzardare più a toccarlo sennò io…-

Ma non finì la frase perché Jun corse a dividerli.

-Che ci fai qui?- chiese sorpreso Sho.

-Scusa io…-

-Forse dopotutto gli piace- disse Jin sapendo che avrebbe provocato di nuovo Sho, ormai avevano voglia entrambi di darsele e Sho gli fu di nuovo addosso.

Jun si mise in mezzo per cercare di farli smettere ma ormai erano entrambi accecati dalla rabbia e Jin lo spinse via di torno; quando Sho vide Jun perdere l’equilibrio cerco di afferrarlo per un braccio e Jin lo colpi, Jun cadde sbattendo la testa contro lo spigolo del  piccolo tavolino che era davanti al divano.

Sho gli fu immediatamente accanto, tirandolo su e poggiandolo contro la sua spalla.

-Jun… Jun… rispondi ti prego… Jun- continuava a ripetere mentre Jin rimaneva in piedi a guardare la scena senza dire una parola.

Sho gli posò una mano dietro la testa e la ritirò sporca di sangue, non si diede il tempo neanche di riflettere, scordò tutto quello che era successo, dimenticò anche che Jin era lì; lo prese in braccio e usci di corsa dirigendosi verso la sua auto.

 

Fu una corsa pazza verso l’ospedale, arrivato comincio a gridare come un ossesso cercando aiuto, in poco tempo arrivò una barella; lo portarono subito in emergenza e chiusero la porta lasciando Sho fuori.

Era agitato, non sapeva che fare, l’unica cosa che gli venne in mente era di avvisare gli altri, telefonò subito a Nino e gli disse semplicemente che Jun era in ospedale e di avvisare gli altri.

Dopo una mezz’ora li vide entrare di corsa seguiti dalle infermiere che gl’ intimavano di non correre.

-Cos’è successo?- chiese Nino senza neanche riprendere fiato.

-E’ una lunga storia, Jun a sbattuto la testa, ha perso parecchio sangue ora lo stanno visitando-

-Si ma come è successo?- chiese Aiba.

Ma in quel momento usci il medico dalla stanza e Sho seguito dagl’altri si precipitò a chiedere come stava.

-Gli abbiamo fatto una tac, ha perso parecchio sangue ma la ferita non era profonda e sembra non aver subito danni, solo…-

-Solo?- chiese Sho in ansia.

-Ora è in coma-

Sho rimase pietrificato non riusciva a dire una sola parola, fu Ohno a parlare per lui vedendo che era troppo sconvolto per farlo.

-Si risveglierà?-

-La ferita non era grave e non avendo subito conseguenze a livello cerebrale il coma è reversibile, però dobbiamo aspettare almeno 24 ore per pronunciarci con più sicurezza-

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